giovedì 4 marzo 2010

Risalti

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Pizie pitocche, e alquanto pittime nelle loro enfasi sentimentali e sessuali, o battutisti da tavola riassumono in sé l’idea della poesia oggi in Italia, o piuttosto il comune senso del poetico che orienta appunto verso l’oracolare e lo spiritoso le pur tiepide platee della poesia. Non senza fascinazioni estere per poeti di levigata volgarità come Prévert, o di pacchiano folclore tardo surrealista come Neruda...
La lontananza dalla grande poesia: da Dante, Torquato, e pure da un irregolare talora sublime come Michelangelo, da Foscolo, Leopardi, Betocchi, dalla tradizione della poesia italiana, che è pensiero e canto, innervati nel tessuto vivo della nostra lingua, questa lontananza è totale, insanabile, come lo è quella dalla bellezza e dalla verità, dal riconoscimento del dolore e del male, trionfando la subornazione e la sottomissione al gusto delle cose spurie e effimere, mortali come la moda, e mediocri come il mercato comanda.

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