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Quante parole per affermare il «fare»! Il fare fatto a parole...
Espressioni come «uomo del fare», «governo del fare», oltre che tritamente tronfie sono monche, scorciate, tacciono sul cosa e sul come. Il verbo ha bisogno di un complemento oggetto e di un avverbio. Fare-cosa? Fare leggi giuste, fare affari, fare puttanate? E fare-come? Fare bene, fare male, fare schifo? «Fare»: questa insegna vacua e minacciosa... Come se il fare, di per sé, fosse prova di virtù e garantisse il risultato. Il mondo è pieno di fatti compiuti da idioti e mascalzoni attivissimi.
martedì 23 febbraio 2010
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